Battesimo del Signore (13 gennaio 2019)

Battesimo del Signore  (13 gennaio 2019) - Vivi la Parola
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3, 13-17)

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. 
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». 
Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. 
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 
Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

 

 

 

don Aldo 

La sottomissione di Gesù ad un rito di pentimento quale il battesimo si spiega nel contesto della rivelazione cristiana tenendo presente il mistero dell’incarnazione. Pur non avendo peccato, è stato trattato da peccatore e si è fatto in tutto uguale ai fratelli. Non ha frapposto nulla tra lui e l’umanità, ma anzi ha voluto espiare i peccati del mondo intero. 
Cristo è il rappresentante del nuovo popolo di Dio generato in un rinnovato Esodo: il passaggio dal peccato al possesso della vita divina. Egli è immerso nello Spirito Santo che scende dall’alto; i cieli, infatti, sono il simbolo dell’abitazione di Dio. La colomba, immagine dell’amore, indica la presenza dello Spirito Santo e manifesta l’intima unione tra il Padre e il Figlio che lega a sé tutta l’umanità. Lo scopo primario dell’incarnazione del Redentore è restare con l’uomo per agire nel cuore di ognuno operando insieme allo Spirito Santo e al Padre.
La formula usata dal Signore “questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento” sta ad evidenziare che Gesù è l’unico Figlio di Dio, il servo di Jahvè, unto con il suo Spirito Santo.
La vita divina viene donata ad ogni persona battezzata, nella quale scorre e si realizza così una nuova esistenza. Il cristiano partecipa alla missione di Gesù attraverso la vocazione specifica donata dallo Spirito Santo nel battesimo.
Col battesimo diventiamo capaci di capire le cose dell’Onnipotente e di ragionare come il Signore (fede), di avere i suoi stessi desideri e di operare per realizzarli (la speranza), di amare come ama Dio (la carità).
Per chi vive in Gesù le tenebre non esistono più. Il sacrificio è l’espressione visibile di un atteggiamento interiore che mette il Creatore, che ci ama fino all’impossibile, davanti a tutto.
Il Salvatore dà la forza per sostituire l’odio con l’amore. Egli è la giustizia che fa diventare giusti, la verità che libera dall’errore e ci fa mettere al posto della falsità e delle tenebre la verità e la luce.
Essere figli di Dio non solo ci fa gustare di essere amati da un papà, ma ci fa sentire come figli dello stesso Padre. La fraternità, l’amore di Dio rivolto al prossimo, non è solo un atto di buona volontà, ma il frutto dell’esperienza viva di un mondo nuovo.

 

Commento al Vangelo di Don Oreste Benzi  
(Commento pubblicato su Pane Quotidiano, editore Sempre)

Gesù è uno in mezzo agli altri ed è come gli altri, cioè non si presenta nella sua potenza, ma si presenta nella sua umiltà. La gente lo riconosce in quella umiltà profonda in cui è mentre si reca da Giovanni per compiere un atto che, rispetto al popolo, è un atto di giustizia. Egli riceve il Battesimo che dava Giovanni. Uscendo dalle acque, con un segno visibile riceve la pienezza dello Spirito Santo, in quanto è vero uomo e viene manifestato nella sua missione.
Il Padre dice: «Questi è il mio Figlio prediletto nel quale io mi sono compiaciuto». Egli, in questo momento, manifesta pubblicamente quello che è l'esercizio del suo sacerdozio, il suo servizio profetico, il suo servizio regale. Cioè inizia la manifestazione della sua vita, rende santo ciò che tocca (funzione sacerdotale), perché è immerso nell'amore del Padre e nella sua volontà.
Poi inizia il suo servizio profetico e la rivelazione del disegno di Dio su tutta la realtà. Nel medesimo tempo inizia pubblicamente il suo servizio di liberazione di tutta la realtà dal male per fare trionfare il bene (servizio regale). 
Noi, uniti a Cristo, partecipiamo di questi tre aspetti dell'unica missione del Cristo: siamo resi partecipi del sacerdozio di Cristo, del suo servizio profetico e del suo servizio regale, cioè di liberazione di tutta la realtà dal male. Finalmente hai capito il senso del tuo vivere, la tua missione, quello per cui tu sei qui su questa terra.

 

 

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Il Papa: "Al centro della storia c'è una Parola donata da Dio"

Il Papa: "Al centro della storia c'è una Parola donata da Dio" - Vivi la Parola

 

"La storia, studiata con passione, può e deve insegnare molto all’oggi, così disgregato e assetato di verità, di pace e di giustizia". Lo ha ricordato Papa Francesco, incontrando i partecipanti al XVIII Convegno di studio dell’Associazione italiana dei Professori di Storia della Chiesa, tenuto a Roma nei due giorni scorsi e incentrato sul tema "Attività, Ricerca, Divulgazione: la storia della Chiesa nel post-Concilio". Nella Sala del concistoro del Palazzo apostolico, il Santo Padre ha spiegato che, per quanto riguarda la storia, "basterebbe che, attraverso di essa, imparassimo a riflettere con sapienza e coraggio sugli effetti drammatici e malvagi della guerra, delle tante guerre che hanno travagliato il cammino dell’uomo su questa terra". La storia, invece, maestra di vita "ha ben pochi allievi", come ricordava il gesuita Giacomo Martina, " acuto storico della Chiesa, a lungo docente alla Gregoriana e maestro di molti di voi". E, rivolgendosi ai partecipanti, ha ricordato che "voi di allievi in senso lato ne avete molti: nei seminari, nelle università pontificie, nei convegni, negli incontri di studio, e anche nella rivista, di cui mi avete fatto omaggio. State dunque dando un valido aiuto allo studio della storia e al suo magistero: grazie per questo servizio e per questa testimonianza appassionata". ...  [..leggi l'articolo pubblicato sul Quotidiano on line internazionale IN TERRIS: www.interris.it] 

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